Rum Molh

di Pier Tulip

Biografia romanzata di Raimondo de Sangro

In Appendice Interpretazione della sua Opera Alchemica

   
   
           
   

 

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Introduzione

 


Estratti

 

Primo capitolo 1710

 

L'entrata di Carlo III a Napoli 1734

 

Napoli 1742

 

Incontro con Corradini 1747

 

1757

 

Epilogo

 


Indice dell'opera

 

Introduzione

 

Prologo

Sphingis solis sapientibus.

 

La scoperta

II seme del maschio distrugge gli ambigui libri

 

L’iniziazione

Uccelli s'istruiscono in aria 

 

Gli onori

Acqua dell'aria e sonerà il trionfo

 

Il maestro

Primiera guida ai figli degli Dei

 

La luce

Sposa del Vello, del fumo bianco, della bell'acqua

 

Le tenebre

Per la morte del drago

 

Epilogo

Or son degno d’Iram

  La lettera cifrata

  Interpretazione massonica

  Interpretazione alchemica

  Prime considerazioni

  Interpretazione finale

 

 

     

Repubblica Napoli 3 aprile 2011

Dottor Faust a piazzetta Nilo

di Aldo De Gioia

 

La figura di Raimondo de Sangro principe di San Severo, mecenate, scienziato e alchimista fa ancora parlare di sé nel libro di Pier Tulip "Rum Molh" biografia romanzata di 256 pagine, (edito da "Il mio libro.it" del Gruppo editoriale L'Espresso). Per intenderci, l'autore Pier Tulip è un napoletano, professore di Fisica nei licei, per il quale Raimondo de Sangro è senz'altro uno degli uomini più enigmatici ed interessanti del nostro passato e che ha profondamente inciso sulla storia di Napoli.

Rum Molh significa "la massima altezza" in lingua ebraica, espressione usata dal principe di San Severo sulla cui personalità la critica ha sollevato spesso polemicamente dubbi. Chi sostiene che ancora oggi si presenti sotto spoglie sataniche e chi insiste sulle presunte atrocità da lui commesse quando era ancora in vita, difficili da credere, come l'accecamento di Giuseppe Sammartino, lo scultore del "Cristo velato", dal principe ordito per evitare che quest'opera potesse essere duplicata. Altri ipotizzano ancora che qualcuno avrebbe fatto imbalsamare da vivi una coppia di suoi servitori per esperimenti anatomici. Sarà vero? Nel mistero si è anche creduto che fosse la reincarnazione del dottor Faust. In realtà, ci dice l'autore, Raimondo de Sangro fu scienziato, studioso dell'occulto, amante dell'arte, del bello, dell'alchimia. Di multiforme ingegno, fu rispettato da tutti. Inventò uno strano lume che definì "perpetuo" perchè secondo la sua invenzione non si sarebbe mai dovuto spegnere. Ideò una carrozza che andava per mare: si trattava di una zattera sulla quale alcuni cavalli, con il loro calpestio, facevano girare una grande ruota che sporgeva sull'acqua (la stessa invenzione dell'odierno "pedalò"). Si interessò di anatomia, studiò il sistema arterioso e venoso del corpo umano. Testimonianze sono gli scheletri di un uomo e di una donna, indicati come "macchine anatomiche" i quali, per la delicatezza e la diligenza con cui furono trattati, possono ritenersi singolari in Europa.

Don Raimondo, come è noto, ereditò come bene di famiglia la cappella dei San Severo di Torre Maggiore, del 1500, che ricostruì nel 1750 con l'intervento di alcuni dei maggiori artisti italiani di quel periodo, Corradini, Queirolo, Nicola Maria Rossi, Celebrano, Paolo Persico e il Russo. La cappella fu arricchita di affreschi e sculture di grande prestigio. Al centro del pavimento fu disposta la statua del "Cristo velato", scolpita in maniera da sottolineare misticamente il carattere religioso dell'opera bellissima e perfetta. Una scultura unica, ma sempre discussa, accettata e respinta dal mondo artistico. Molti sostengono - dice l'autore - che il famoso velo che avvolge la figura del Cristo sia un velo autentico, marmorizzato, attraverso un procedimento segreto scoperto dal principe. Fra le tante biografie scritte sul famoso "Principe", quella di Pier Tulip riesce a trascrivere gli aspetti più veritieri della vita del de Sangro, attraverso una personalissima e lucida coscienza critica elaborata in una soluzione del tutto originale.

De Sangro morì nel 1771 in seguito ad una infezione contratta durante esperimenti alchemici. Ma la leggenda vuole che sia morto nel tentativo di raggiungere l'immortalità, studiando i riti egizi che anticamente si celebravano nei pressi del suo laboratorio, in quella che oggi è piazzetta Nilo. Sull'architrave della porta d'entrata le parole incise sulla lapide contengono un concetto occulto e un ordine perentorio. Che vi si entri con sapienza di studioso, perchè gli occhi del visitatore possano recepire l'arcano nascosto come filo d'Arianna nel cammino che ogni profano deve intraprendere se vuole iniziarsi al mistero.

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ilmiolibro.it 19 marzo 2011

Commento di Stefania

 

Opera entusiasmante, nella quale il Principe di Sangro recupera, attraverso una viva e sapiente biografia romanzata, quella connotazione umana che i posteri e gli stessi uomini del suo tempo hanno sempre omesso di raccontare. Qui il principe studioso assume le sembianze di un moderno ricercatore, la cui mente aperta e sapiente dà vita alla famosa opera della cappella, i cui molteplici significati sono con zelo esaminati in questo libro.

Attraverso l’accurata disamina della cappella che Pier Tulip offre al lettore, quest’ultimo, rigo dopo rigo, ha la sensazione di essere catapultato nella cappella stessa, e mentre legge ha la sensazione di vedere e toccare con mano ciò che ogni parola gli rivela. La mente si apre al cospetto di una chiave di lettura che l’autore intende offrire attraverso le pagine del suo libro.

 

   
    256 pagine       E' possibile ordinare il libro qui (disponibile anche in formato ePub) o nei negozi laFeltrinelli     
    69 illustrazioni